martedì 7 settembre 2021

I garibaldini delle Argonne


Allo scoppio della prima guerra mondiale l’Italia dichiarò la propria neutralità il 2 agosto 1914 in virtù del patto della Triplice Alleanza istituita nel 1882. Essa prevedeva l’intervento a fianco degli altri alleati in caso di aggressione nemica, dato che in questo caso si trattava di un’operazione bellica offensiva da parte dell’Impero Austroungarico verso la Serbia, l’Italia poté avvalersi di tale clausola.

Da questo momento nel regno si crearono le correnti dei neutralisti (tra i molti: la maggioranza parlamentare di Giolitti) e degli interventisti (una minoranza rappresentata da: il capo di governo Salandra, il ministro degli esteri Sonnino, il re Vittorio Emanuele 3°, le manifestazioni dei socialisti Mussolini e Corridoni, il sindacalista De Ambis, il nazionalista D’Annunzio), quest’ultimi nel 1915 porteranno il paese nel primo conflitto mondiale.

Tuttavia la schiera interventista non era presente solo in Italia, infatti i sentimenti neutralisti - interventisti si ebbero anche nelle comunità italiane di paesi esteri, in particolare in Francia vi era una presenza di oltre 400000 italiani emigrati per lavoro o per convenienze economiche.

Nella società del 20° secolo vi era ancora molto radicato, sia in italia che all’estero, il mito di Garibaldi e proprio i suoi nipoti iniziarono a raccogliere volontari da reclutare.In particolare Peppino Garibaldi nel 1914 propose la costituzione di una “Legione volontaria” al governo francese, ma essa non vide mai la realizzazione sia perchè i volontari stranieri venivano inquadrati nella Legione Straniera, sia a causa delle interferenze da parte del governo italiano preoccupato che un’azione del genere avrebbe potuto minare la neutralità del paese e sia a causa della totale mancanza di esperienza militare di Peppino Garibaldi.




Nell’autunno 1914 Peppino venne messo a capo della “Legione garibaldina”, che per aggirare le inconveniente precedentemente esposte venne incorporata nel 4° reggimento di marcia della Legione Straniera. Essa venne composta sia da volontari italiani emigrati residenti in Francia e sia da volontari partiti dall’Italia per arruolarsi, il tutto per un totale di 2500 effettivi. Caratterizzati dall’iconica camicia rossa indossata al di sotto della giubba francese, ben presto divennero uno strumento propagandistico del fronte interventista in Italia. Essi vennero citati nel discorso di Quarto di maggio nel 1915, nonostante i risultati poco modesti delle operazioni militari dettate da cariche “garibaldine” in stile ottocentesco in cui morirono 2 dei nipoti dell’eroe dei due mondi: Bruno e Costante.




La “Legione” fu sciolta nel marzo 1915 dopo l’entrata in guerra del Regno d’Italia con un ammontare di 300 morti e 400 feriti, mentre i volontari superstiti vennero rinviati in Italia dove molti di essi vennero inseriti nella Brigata Alpi: erede dei Cacciatori delle Alpi di Giuseppe Garibaldi e comandata dal suo nipote Peppino.




[ Breve storia della prima guerra mondiale, 1° parte 1914-1916. Marco Cimmino, Gaspari.


Aneddoti, scritti e immagini dal fronte. Luigi Damiano lapiava editore.


Andar per trincee sul carso della grande guerra. Lucio Fabi, Transalpina editore.


Link:


http://www.difesa.it/Content/Manifestazioni/4novembre/Il_4_novembre_nella_storia/Pagine/I_garibaldini_delle_Argonne.aspx


http://www.varesegrandeguerra.it/wp-content/uploads/2016/01/SKW-Fronte-Francese.pdf


]

Nessun commento:

Posta un commento

Falco e Carzano