Se oggi il settore del legno è una realtà di nicchia con lo scopo di produrre carta, mobili, materiale edile e combustibile per il riscaldamento, fino agli anni 50 rappresentava uno dei principali indirizzi d’occupazione nel territorio carnico e la sua qualità era ricercata nell’Europa centrale e balcanica.
Il legame della figura del boscaiolo, della tradizione delle lavorazioni, trasporti e dell’economia forestale tra la realtà carnica e quella danubiana si basa attraverso delle ragioni storiche:
in seguito al trattato di Campoformio (1797) i territori boschivi del Friuli passarono all’impero Asburgico, il che facilitò la connessione del nuovo territorio con le altre società simili al suo interno.
La città di Pontebba è stata una località perno della manodopera locale, esattamente come altre piccole cittadine (es: frazioni di Paularo, Studena Bassa, ecc) oggi località turistiche, ma un tempo centri produttivi legati all’economia del legno.
In pochi sanno che dal 1866 al 1918 la città di Pontebba era divisa in 2 dal torrente Pontebbana e che quest’ultimo era il confine naturale tra il Regno d’Italia e l’Impero Austroungarico, ciò costituiva i 2 paesini di Pontebba e Pontafel caratterizzati dalla medesima attività economica.
In questo periodo (1869) si ebbero molti scambi tra la realtà danubiana della Mitteleuropa e l’area carnica asburgica, il fatto che molte zone di confine come Pontebba - Pontafel fossero unite dal medesimo settore economico permise a queste ultime di rimanere connesse nonostante facessero parte di 2 stati diversi.
Fino al 1914-1915 l’economica boschiva permise l’emigrazione carnica italiana/italiana d’austria nella zona danubiana, da quest’ultima invece si poterono apprendere nuove e continue innovazioni grazie alle quali nacquero officine specializzate nella costruzione di accette, zappini ed equipaggiamento per il lavoro in bosco. Inoltre da questi legami si ebbe l’innovazione della “lisina”, già usata in passato per il trasporto dei tronchi a valle nel periodo veneziano, ma migliorata rendendola a tenuta stagna e così permettendo il trasporto dei tronchi a valle in pochi centimetri d’acqua e quindi con una minore pendenza.
[ Una montagna una storia. 18-19 luglio 1916 i combattimenti per la conquista del Jof di Miezegnot. Davide Tonali, edizioni salsiera (pag. 13)
Breve storia della prima guerra mondiale, 1° parte 1914-1916. Marco Cimmino, Gaspari.
Foreste, Uomo, Economia nel Friuli Venezia Giulia. Pubblicazione edita dal museo friulano di storia naturale in occasione della mostra. Palazzo Giacobelli - Udine dicembre 1986-1987.]