Se si osserva una cartina geografica del confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austroungarico nel 1914 e la si confronta con il confine dopo i primi mesi di guerra (1915) si può notare il rapido arretramento della duplice monarchia, consegnando di fatto buona parte del territorio della Contea Principesca di Gorizia e Gradisca ai "regnicoli", ma perchè questa mossa?
Nel 1906 era stato nominato capo di Stato Maggiore il generale Franz Conrad barone von Hotrendorf che fin da subito portò una spinta modernizzatrice nell'esercito Austroungarico e rinforzò progressivamente il confine con il Regno d'Italia sfruttando principalmente la conformazione del territorio e creando truppe equipaggiate e addestrate alla guerra in montagna. Tuttavia, con lo scoppio della guerra (1914) sul fronte Serbo e su quello Russo la maggiorparte delle truppe stanziate sul confine italiano vennero mandate sui 2 fronti a causa delle continue e sempre più grandi perdite di uomini, mezzi e materiale bellico che portò nel primo anno di guerra un ammontare di 1 milione e mezzo di perdite nell'esercito Austroungarico.
Allo scoppio delle ostilità contro l'italia le indecisioni belliche e le insicurezze di ques't ultima diedero più tempo all'esercito asburgico per organizzarsi, tuttavia come prima accennato, l'esiguo numero di unità non permetteva una difesa efficace in pianura, quindi si optò per un arretramento sulla riva destra del fiume Isonzo e sull'altopiano carsico (la 1° di 2 linee difensive) sul quale le fortificazioni erano state completate solo per il 50-60% a causa della mancanza di manodopera specializzata. Per la difesa del nuovo fronte vennero impiegate inizialmente molte milizie locali fino al maggio 1915 quando grazie ai successi sul fronte Russo (ritirata dell'esercito zarista oltre il fiume San e ai Carpazi orientali) l'Austria-Ungheria poté far convergere altri reggimenti provenienti da quel settore bellico.
[Andar per trincee sul carso della Grande Guerra. Lucio Fabi, collana Andar de bora.
Sui sentieri della prima Guerra Mondiale, alla ricerca della storia. Enrico Cernigoi, Flavio Cucinato, Gianluca Volpi. Edizioni della laguna.]








