A partire dal 1914 il fronte orientale si divideva in 2 settori: il settore nord vedeva impegnati negli scontri Germania e Russia.
Il settore sud invece era caratterizzato da Austria-Ungheria, Russia, Romania (1916), Bulgaria (1915) ed alcuni contingenti ottomani.
Se nel primo vi era una condotta difensiva da parte russa data dal precedente disastro dei Laghi Masuri, il secondo aveva un’impronta offensiva: fu protagonista di diverse ritirate e massicci contrattacchi austro-tedeschi (esempio: Gorlice-Tarnow).
Il crollo del fronte orientale iniziò con l’occupazione di Bucarest da parte degli austro-tedeschi il 6 dicembre 1917 nell’ottica di sconfiggere definitivamente la Romania.
Successivamente alla fuga verso la Moldavia di ciò che rimaneva dell’esercito romeno, del governo e della famiglia reale, il paese venne conquistato dagli imperi centrali il 17 novembre dello stesso anno.
Nel settore nord, dopo il fallimento dell’offensiva Kerenskij l’esercito del 2° Reich approfittò del collasso dell’esercito russo e riuscì a conquistare Riga e ad avanzare verso Pietroburgo,l’ex Pietrogrado.
Le trattative di pace sul fronte orientale si conclusero il 3 marzo 1918 con il trattato di Brest-Litovsk, in cui l’ex impero russo caduto sotto il peso di 2 rivoluzioni cedette numerosi territori: Polonia Orientale, Lituania, Curlandia, Livonia, Estonia, Finlandia, Ucraina e Transcaucasia.
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Breve storia della prima guerra mondiale, 2° parte 1916-1918. Marco Cimmino, Gaspari.
https://www.lagrandeguerra.net/ggfronteorientale.html
https://biblio.toscana.it/argomento/Fronte%20orientale%20(1914-1918)
https://facolta.unica.it/studiumanistici/files/2015/09/Corso-di-riallineamento-Storia-Profssa-Picciau-Prima-Guerra-Mondiale.pdf
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