Se da una parte il fronte orientale crollò in seguito all’occupazione della Romania ed al fallimento dell’offensiva Kerenskij (16 luglio 1917), dall’altra parte il cedimento russo è da imputare alla sua situazione interna.
Pur disponendo di un’ampia riserva di uomini, l’Impero Russo ha dimostrato la sua debolezza fin dai tempi della guerra russo-giapponese. In quell’occasione si rese palese il tallone d’Achille di quello che verrà d’ora in poi chiamato “il gigante dai piedi d’argilla”: l’impreparazione logistica e l’ampia corruzione permeata anche nelle sfere militari in cui regnavano personalismi e rivalità.
Per quest’ultima affermazione si può notare la condotta dei generali nell’offensiva Brusilov dove una parte delle armate zariste non appoggiò le azioni belliche del generale per propria volontà.
Sommando le già precarie condizioni dello stato con le privazioni di guerra iniziate nel 1914, iniziarono a scoppiare delle rivolte nella capitale Pietrogrado appoggiate dai reggimenti di guarnigione che si unirono ai manifestanti e che liberarono i prigionieri politici.
La diffusione delle insurrezioni e l’appoggio dei militari costrinse la Duma, il parlamento russo, alla creazione di un governo provvisorio.
[ Breve storia della prima guerra mondiale, 1° parte 1914-1916. Marco Cimmino, Gaspari.
Breve storia della prima guerra mondiale, 2° parte 1916-1918. Marco Cimmino, Gaspari.
https://www.lagrandeguerra.net/ggfronteorientale.html
https://biblio.toscana.it/argomento/Fronte%20orientale%20(1914-1918)
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