Figlio di Raffaele Cadorna, comandante delle truppe italiane alla presa di Roma, Luigi Cadorna fece parte di tutta quella categoria di ufficiali che basò i propri studi sulle strategie belliche ottocentesche arrivando a 65 anni (1915) come comandante supremo del regio esercito. La sua esperienza accademica, la personalità e il distaccamento verso i sottoposti contribuì a renderlo ostile agli occhi di molte personalità militari.
<< Caratteristica della sua mente è l’immobilità, è l’idea fissa per cui quanto presume dovrebbe avvenire, certamente esser facile, piegarsi a seconda de’ suoi desideri.
Con ciò la discussione non può tollerarsi, diventa indisciplina: l’avvertire una difficoltà è indizio di timore. >> Generale Marazzi, 1916.
<< Rimprovera egli me di farmi della reclame, d’esser vanitoso: ma lui? Non controlla lui, non vede tutti i telegrammi d’auguri, tutte le cartoline persino di saluto, tutti i regali e regalini pel suo onomastico, le sue feste? Non s’adombra di tutto? Non vuol essere incensato sempre?>> Generale Capello.
Una sua caratteristica fu quella di aver alimentato il fenomeno della “cadornite”, ovvero la paura degli ufficiali e sottufficiali di dire/fare qualcosa di sgradito al comandante supremo, già famoso per la sua attitudine nel “silurare” i propri sottoposti. Ciò spiega il motivo per cui ci vorrà l’intervento degli alti comandi dell’intesa dopo la disfatta di Caporetto per la sostituzione di Cadorna, anche se i danni prodotti dalle perenni strategie degli attacchi frontali di Luigi erano ormai stati fatti.
Tuttavia non dobbiamo pensare che egli fosse l’unico “macellaio” nella Grande Guerra, infatti ogni esercito belligerante ebbe dei capoccia del tutto incapaci di gestire un conflitto moderno. Possiamo prendere come esempio il capo di stato maggiore francese Joseph Joffre, sostenitore dello “spirito vitale” dell’esercito. Joseph poneva la sua strategia più sul piano filosofico che sulle valutazioni da adottare in campo tecnologico e venne sostituito nel 1916 dopo i fallimenti della battaglia di Verdun.
[ Breve storia della prima guerra mondiale, 1° parte 1914-1916. Marco Cimmino, Gaspari.
Aneddoti, scritti e immagini dal fronte. Luigi Damiano, Lapiava editore.
Caporetto. Alessandro Barbero, la terza.
https://www.google.it/search?source=hp&ei=wwbuX9LkDZTlgwfmtZEo&q=joffre&gs_ssp=eJzj4tTP1TcwtCisMjZg9GLLyk9LK0oFADOTBZM&oq=joffre&gs_lcp=CgZwc3ktYWIQAxgEMggIABCxAxCDATIICAAQxwEQrwEyBQgAELEDMgIIADICCC4yAggAMgIIADICCAAyAggAMgIILjoICC4QsQMQkwI6BQguELEDOggILhCxAxCDAToFCC4QkwJQ5fEGWOj5BmDAnQdoAHAAeAGAAZgCiAHcBZIBBTQuMS4xmAEAoAEBqgEHZ3dzLXdpeg&sclient=psy-ab
https://www.lagrandeguerra.net/ggjoffre.html
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