mercoledì 8 luglio 2020

Il piede da trincea

Si tratta di una patologia che fece la propria comparsa nell'ottobre del 1914 sul fronte franco-tedesco con numerosissimi casi. Tuttavia si può trovare una descrizione completa di questa malattia da un chirurgo dell'armata napoleonica nel 1807, Dominique Larrey. Chiamata in diversi modi: pieds geles, gangrène séche, causèe par le froid, gangrène de congélation dimostra l'ennesima sottovalutazione del conflitto da parte degli Stati Maggiori delle potenze belligeranti.
Questa patologia colpiva quasi esclusivamente i soldati nelle trincee di prima linea, in particolare quelli in servizio di guardia, vedette e truppe di rincalzo, ovvero tutti coloro che erano costretti a rimanere fermi per un lungo periodo di tempo a causa della vicinanza al nemico.


Altri fattori determinanti legati alla comparsa di questa patologia erano il freddo, l'umidità ma soprattutto tutte le cause capaci di determinare un rallentamento del circolo sanguigno di ritorno della gamba (es: fasce molettiere) e come detto prima, l'immobilità nelle trincee: il risultato finale era la comparsa di fenomeni necrotici di parte o di tutto il piede.




Si stima che nell'esercito italiano ci siano stati dai 100000 ai 300000 casi di piede da trincea, anche se i dati non possono essere al 100% attendibili perchè spesso questa malattia poteva essere scambiata per un caso di congelamento, soprattutto perchè all'inizio del conflitto la comunità medica non sapeva come classificare e affrontare questo fenomeno. Sul fronte italiano le prime misure di prevenzione vennero effettuate nel 1917, anche se ci saranno numerosi casi di mancanza di osservazione da parte di molti militari.
Le misure preventive consistevano in frequenti ispezioni delle calzature, che le fasce molettiere non fossero eccessivamente strette, si evitava l'eccessiva immobilità dei soldati, l'installazione di pedane e gratticci nelle trincee, depositi di calze e scarpe, utilizzo di unguenti, uso delle sovracalze in tela.
Tuttavia il problema del piede da trincea non fu mai risolto del tutto, ne possiamo trovare delle testimonianze anche nella Seconda Guerra Mondiale, nella Guerra di Corea, nella Guerra del Vietnam e nella guerra delle Falklands.

<< Gli uomini muoiono nel fango, così come muoiono per i proiettili, ma in modo più terribile. Il fango è dove gli uomini affondano e - cosa peggiore - dove anche la loro anima affonda. L'inferno non è fuoco, sarebbe l'ultima delle sofferenze. L'inferno è fango. >> 
Le Bochophage, giornale di trincea francese. 


Fonti:

A. Rubini, 1914 - 1918 La Grande Guerra, Vita quotidiana p.59.

L'Esercito italiano nella Grande Guerra. Il piede da trincea. Mario Stefano Peragallo  

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